Basilica di San Giacomo

Basilica di San Giacomo

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Descrizione

La basilica fu eretta tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII secolo
Ha una pianta a tre navate con il campanile posto a sinistra in facciata.
Della costruzione originaria rimangono all’esterno le tre absidi, decorate da archi a doppio taglio; all’interno i quattro capitelli e i simboli degli evangelisti dell’atrio. Il campanile è stato ottenuto ribaltando e alterando nel XVII secolo una torre di difesa della cinta muraria a nord, che raggiungeva circa l’altezza del tetto della chiesa. Con le trasformazioni settecentesche, il campanile ha assunto l’aspetto odierno. Inoltre è stato intonacato, così come il resto della chiesa, fino al restauro del 1990.

L’interno è decorato con opere d’arte risalenti a diversi periodi storici.
Ne sono un esempio le due tavole quattrocentesche, una di scuola umbra e una di scuola lombarda, le varie sculture e dipinti romanici di fine Cinquecento e Seicento, tra cui la Deposizione di Gesù nel sepolcro e la Madonna delle Grazie, il la prima attribuita al Perugino e la seconda, del XVI secolo, attribuita al Foppa.

Nelle tre absidi si trova, a partire da sinistra, la cappella di Sant’Orsola, con un mosaico della ditta Castemari di Venezia, risalente ai primi del Novecento; la pala d’altare in legno dorato, sopra il tabernacolo, dello scultore bellagino Domenico Pini; la cappella di Sant’Antonio, con il mosaico, anch’esso opera della ditta Castemari di Venezia, che ha sostituito un affresco rovinato dall’umidità. L’altare, risalente al 1985, è stato realizzato dalla ditta Sampietro, con lastre in marmo del Musso. L’ambone è il risultato della ricostruzione guidata dall’architetto Perrone, durante il restauro dell’antica chiesa. Dell’antico ambone facevano parte anche i simboli degli evangelisti, ritrovati sulla parete del campanile.

C’è anche un Cristo morto, di spagnolo seicentesco, che secondo la tradizione apparteneva a un insediamento spagnolo in località Pian di Spagna, sulla sommità del Lago di Como, travolto da un’alluvione del fiume Adda e trasportato nel lago ; fu ritrovato dai pescatori bellagini e messo in venerazione nella chiesa. Va in processione ogni Venerdì Santo.

Anche il battistero è il risultato degli interventi effettuati durante i lavori di restauro della chiesa. La disposizione dell’insieme, così come si presenta oggi, risale al 1986. Il mosaico di scuola veneziana, raffigura il Battesimo di Cristo della tela del Bergognone, che si trova nella chiesa di Melegnano. Il supporto della piscina è opera dello scultore Daverio di Bergamo.

Campane
Sul campanile è installato un pregevole concerto di 5 campane realizzato interamente nel 1849 dalla famosa fonderia valtellinese “Pruneri” che aveva sede a Grosio (So).

Il concerto composto da 5 campane diatoniche più grandi di Re3 è perfettamente intonato.

Le campane sono installate secondo la tipica diffusione sonora “Ambrosiano” come da tradizione della zona.

Fonte: wikipedia

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