Fonte del fiume Lambro

Fonte del fiume Lambro

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Descrizione

Da Bellagio è possibile raggiungere Magreglio con i mezzi pubblici anche se, purtroppo, l’autobus non effettua molte corse durante il giorno.

Dalla fermata dell’autobus poi, in circa 30 minuti a piedi, si raggiunge la località Castagneti da dove si può iniziare il percorso.

Consigliamo quindi di raggiungere in auto il parcheggio di Castagneti e da lì iniziare il percorso.

Il Lambro, il principale fiume brianzolo, nasce proprio nel cuore del Triangolo Lariano, a quota 944 metri nei pressi di Piano Rancio. Qui il fiume è poco più di un sottile corso d’acqua che scorre tra due lastroni rocciosi inclinati.

Il Lambro, il fiume principale della Brianza, nasce proprio nel cuore del Triangolo Lariano, a quota 944 metri presso Pian Rancio. La sua sorgente principale è immersa in un bosco di abeti rossi e larici: qui il famoso fiume è poco più che un sottile ruscello d’acqua che scorre tra due lastroni rocciosi paralleli che emergono inclinati, quasi a voler accompagnare il primo tratto. Il nome di questa primavera, “Mena-resta”, riflette la sua caratteristica più curiosa: ha infatti una portata pressoché continua per tutto il corso dell’anno,ma ad un attento esame mostra un andamento intermittente dove, a periodi in cui il flusso è più modesto, fanno seguito momenti di sensibile incremento.

Questa particolarità era già stata citata nel 1794 dal Bibliotecario dell’Ambrosiana di Milano, Carlo Amoretti, autore di una delle prime “guide turistiche” nel senso moderno del termine, il “Viaggio da Milano ai Tre Laghi”: ” Vedesi sopra Magreglio … una sorgente d’acqua intermittente, detta Menaresta … sgorga da uno scoglio … dove si trova il Piano Rancio.

Ogni otto minuti circa la sorgente fa un aumento molto sensibile e si sente il rumore interno. L’aumento dura circa tre minuti, la diminuzione dura invece cinque.

Il Lambro inizia davvero lì. Questa caratteristica è legata alla natura carbonatica delle rocce presenti nell’area, soggette a fenomeni carsici superficiali e sotterranei.

Le variazioni di portata della sorgente Menaresta sono determinate dalla presenza di una cavità carsica sotterranea nella roccia dolomitica, collegata all’esterno tramite un condotto a forma di sifone rovesciato.

In questo vano, che funge da serbatoio, l’acqua circolante nella roccia circostante, molto permeabile, viene raccolta tramite fessure di alimentazione. Quando il livello dell’acqua nella cavità raggiunge una certa altezza, corrispondente al gomito del sifone, l’acqua inizia a scorrere abbondantemente. La sorgente aumenta così di portata, fino a quando il livello dell’acqua nella cavità scende al di sotto: da questo momento il flusso si riduce fino a quando l’acqua non ha riempito il serbatoio.

Nei pressi della sorgente, sul lato sinistro della valle, si trova la grotta denominata “Bus di pegur”, il “buco delle pecore”. Citata per la prima volta, seppur in forma anonima, da Amoretti, fu per la prima volta sistematicamente esplorata all’inizio degli anni Cinquanta.

Il suo ingresso, alla base di una parete rocciosa, conduce a diversi ambienti in cui si possono osservare concrezioni parietali e colonnari, stalattiti e altre forme di deposizione, alcune delle quali richiamano nella loro forma il dorso lanoso della pecora (da cui il nome della grotta). All’interno della grotta, colonizzata da un’interessante fauna con insetti rupestri, sono stati ritrovati anche resti fossili di marmotte.
Il Menaresta si trova all’interno di un bosco di conifere, costituito principalmente da abeti rossi e larici; questi alberi, di notevoli dimensioni, riducono notevolmente la quantità di luce che può penetrare nel terreno e contribuiscono, con la costante caduta degli aghi, ad impoverire le caratteristiche del suolo.

Alcuni aceri e arbusti come nocciola e sambuco li accompagnano. Nelle immediate vicinanze della sorgente, quindi, può vivere solo una flora molto comune e spartana, composta da specie relativamente comuni: i fiori della rosa di Natale, alle Primule, all’Erba trinità e all’Anemone dei Boschi.

Fonte Triangolo Lariano

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